“American Gods” di Neil Gaiman: una recensione

Era in prigione da tre anni, Shadow. E siccome era abbastanza grande e grosso e aveva sufficientemente l’aria di uno da cui è meglio stare alla larga, il suo problema era più che altro come ammazzare il tempo. Perciò faceva ginnastica per tenersi in forma, imparava i giochi di prestigio con le monete e pensava un sacco a sua moglie e a quanto la amava.

É questo l’incipit di “American Gods”, una delle più note opere di Neil Gaiman, autore anche di “Coraline” e “Stardust” oltre che del fumetto “Sandman”.

“American Gods” racconta la storia di Shadow Moon, un ex galeotto che si prepara ad essere rilasciato dal carcere dove ha scontato tre anni della sua vita a causa di una rapina mal riuscita. Shadow passa le sue giornate allenandosi con trucchi di prestigio, mantenendo un profilo basso, nell’attesa di riconquistare la sua libertà, rivedere l’amata moglie Laura, e riprendere in mano la sua vita.

Ma il giorno del suo rilascio è anche il giorno in cui sarà costretto a recarsi a casa per il funerale di Laura, morta la notte prima a causa di un incidente stradale. Scosso e confuso da questa tragica perdita, Shadow prende il primo volo per tornare a casa ed è qui che incontra un uomo molto singolare che gli propone un impiego come sua “guardia del corpo” o braccio, e che si presenta come Mr Wednesday.

Questo è l’inizio del viaggio on the road del protagonista, che incontrerà sul suo cammino personaggi singolari, che il signor Wednesday sembra volere arruolare in una sorta di guerra, quella tra Dèi antichi e Dèi nuovi.

Shadow si troverà inevitabilmente, e suo malgrado, in mezzo a questa faida: un semplice umano in un mondo retto da regole incomprensibili stilate millenni prima da entità soprannaturali che reclamano il rispetto che avevano un tempo, il dominio sugli uomini e sulla loro fede, contro nuovi idoli appartenenti alla società moderna.

“American Gods” non è altro che la metafora della nostra società attuale, un mondo governato dalla tecnologia e l’isolamento, dove ci si inginocchia di fronte a una televisione per ammirare immagini e figure irreali, dove la tecnologia divora il tempo e le menti e tutto scorre fin troppo veloce.

Digli che abbiamo riprogrammato la realtà. Digli che il linguaggio è un virus, la religione un sistema operativo e le preghiere sono junk mail.

Gaiman ha saputo unire mitologia, storia americana, e una narrazione dinamica creando una storia originale e coinvolgente (mi ha tenuta incollata, avevo difficoltà a chiudere il libro) sia per i contenuti che per il profondo significato dietro ogni più piccola scena, dettaglio, dialogo.

La guerra tra Dèi non è altro che la lotta tra passato e futuro in un presente che viene modificato nel mentre: gli dei antichi sono ancorati al passato, ai sacrifici di sangue che li hanno resi forti, alla fede che nasce dalla paura e dalla reverenza nei loro confronti, ma nel mondo caotico attuale la devozione è stata sostituita dalla dipendenza (dai media ad esempio) e la paura dall’adrenalina di un mondo sempre più veloce ed ad alto consumo.

I personaggi sono descritti benissimo, sono diversi e particolari e si adattano molto bene al mondo di cui fanno parte. Interessante è la figura di Media, questa dea/dio che prende le sembianze dei personaggi della tv noti, sfruttandoli per prendere una forma nel mondo reale e parlare soprattutto al nostro protagonista, oppure lo stesso Mr Wednesday, un uomo vecchio e all’apparenza fragile, che sfrutta il suo aspetto affaticato e invecchiato per ottenere ciò che desidera, o il mio preferito Czernobog, un dio slavo che adora usare un martello per uccidere il bestiame (o gli uomini nei campi antichi di battaglia), o ancora Mad Sweeney, il leprecano, folletto dispettoso e elargitore di monete d’oro con cui Shadow viene alle mani. Ogni dio o dea è descritto secondo la sua indole e la sua natura e ne viene descritto anche il comportamento, di cosa necessita per mantenersi vivo, le sue abitudini.

Un accento particolare è posto sui paesaggi che fanno da sfondo alle vicende: si tratta in fondo di un viaggio “on the road” che attraversa gran parte dell’America, e le descrizioni dei luoghi sono talmente reali che è impossibile non immaginarsi lì al fianco dei protagonisti, mentre si calpesta lo stesso suolo.

Le ambientazioni diventano luoghi sacri, acquisiscono un’aura magica nell’ottica dell’essere luoghi di culto, impregnati di una energia molto forte derivante proprio dalla presenza degli uomini, dei fedeli o turisti che vi si aggirano all’oscuro di tutto ciò che ribolle sotto la superficie. Ma mentre in passato questi erano i luoghi per adorare idoli, ora i centri commerciali, i casinò, hanno conquistato sempre più adepti, arricchendo e nutrendo i nuovi dèi.

I casinò possiedono un segreto, un segreto che custodiscono e proteggono e stimano come il più sacro dei loro misteri. La maggior parte della gente non gioca per vincere, come in genere viene pubblicizzato, venduto, dichiarato e sognato. È una facile bugia che dà alla gente l’alibi per entrare da quelle enormi porte sempre aperte. Il segreto è questo: la gente gioca per perdere. Vengono nei casinò per fare l’esperienza di quell’istante in cui si sentono vivi, in groppa alla ruota della roulette, quando vengono girati come le carte o quando, insieme alle monete, smarriscono nelle fessure anche se stessi. Magari si vantano di qualche vincita, di quella certa notte in cui hanno sbancato il casinò, ma custodiscono come un tesoro, un tesoro prezioso, tutte le volte in cui hanno perso. È una specie di sacrificio rivolto a qualche divinità.

E in tutto questo, parallela alla storia di questa lotta c’è quella personale di Shadow, un uomo che ha perso tutto, tutto quello che aveva per lui importanza, la donna che amava, ma che sin dalle prime pagine, ben prima che i suoi guai inizino, appare “non vivo”, spento, mentre si trascina nel mondo con fin troppa calma, all’apparenza intangibile. Il viaggio di Shadow diventa un viaggio oltre che fisico soprattutto interiore: scoprirà sempre più cose di sè stesso, si metterà alla prova più volte senza nemmeno rendersene conto, dimostrerà di avere forza, onore, coraggio. Shadow è anche un uomo innamorato di Laura, e questo amore è bruciante, profondo, gli conferisce una grande forza, per quanto gli arrechi anche tanta sofferenza, specialmente per la sua perdita.

«Mi manchi» ammise. «Sono qui» disse lei. «È quando ci sei che mi manchi di più. Quando siamo insieme. Quando non ci sei, quando sei soltanto un fantasma del passato o un sogno di un’altra vita, allora è più facile».

Gaiman è un narratore molto apprezzato sia dalla sottoscritta che da Stephen King (e un autore consigliato da King è inevitabilmente per me un autore da tenere d’occhio). Quello che ho più amato di questo libro è la fluidità con cui lo scrittore fa passare messaggi molto importanti relativi all’autoaffermazione, alla diversità (viene affrontata la tematica LGBT in modo naturale e delicato), alle difficoltà della vita e alla sua bellezza. E’ un libro che racconta la storia di ogni essere vivente, dio o meno, e insegna come il passato può formarci e definirci, ma non ci completa. Ciò rende necessaria una certa dinamicità, una volontà evolutiva, che dovrebbe condurci a vivere nel presente senza nè guardare solo al futuro, nè cercare risposte nel nostro passato, ma dare importanza a ogni istante nel momento in cui lo si vive.

Non sempre ricordiamo gli atti che non ci fanno onore. Li giustifichiamo, li ammantiamo di bugie o li seppelliamo sotto il pesante coperchio della rimozione.

Credetemi vorrei dirvi molto di più, ma so già che entrerei nella zona rossa degli spoiler e voi questo libro dovete leggerlo (sempre che non lo abbiate già fatto, e allora voglio sentire la vostra!).

Fatemi sapere cosa ne pensate, se lo avete letto, se seguite la serie, se avete letto altro di Gaiman.

Inoltre vi ricordo che sono affiliata Amazon, quindi se deciderete di acquistare dai miei link per voi non cambierà nulla, ma io riceverò una piccola commissione da Amazon che mi aiuterà ad alimentare i contenuti del blog.

Link al libro: https://amzn.to/2qik0ln

Vi ringrazio in ogni caso.

Vi aspetto.

A presto

Anna Elisa

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s