-La Shoah: i 3 film della memoria.

L’Olocausto è una delle cicatrici più profonde che gli esseri umani possano annoverare, ed è anche una delle più strazianti testimonianze dell’oblio della ragione e dell’umanità.

Ad oggi posso dire che 3 sono a mio parere i film più significativi visti su questo evento, sia per come narrano le vicende che per quanto mi hanno lasciato dentro. Quindi ecco la mia personale classifica:

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Dicono che nessuno muore qui. Dicono che la sua fabbrica è un ricovero. Dicono che lei è buono.

1. “Schindler’s List”: film diretto da Steven Spielberg racconta la storia di Oskar Schindler, imprenditore tedesco membro del Partito Nazista, che durante la seconda guerra mondiale riuscì a salvare circa 1.100 ebrei dai campi di concentramento in Polonia e Germania facendoli lavorare nella propria fabbrica. Il film a sua volta si basa sul romanzo “La lista di Schindler” di Thomas Keneally. La caratteristica che prima mi è saltata agli occhi è il fatto che l’intera pellicola sia girata in bianco e nero, fatta eccezione per la prima scena dove due fiammelle si spengono e quella finale dove sembrano riaccendersi quasi come segno di nuova speranza, per non parlare della bambina con il cappottino rosso, che è diventata il simbolo del film stesso. Ovviamente si sono susseguite in me tutta una serie di emozioni, e molte delle scene mi si sono stampate in testa senza alcuno sforzo. Spielberg ha fatto un lavoro eccelso, ritraendo soprattutto tramite la colonna sonora e le scene senza dialogo tutta la sofferenza e al tempo stesso la determinazione di un popolo sottomesso alla follia di uomini crudeli. Oskar Schindler rappresenta un uomo, uno dei tanti, che hanno deciso di cambiare quella regola atroce, che si è ribellato al sistema nonostante ne fosse parte integrante, nonostante non ne ricavasse nulla, per salvare delle vite. Ed è in una delle scene finali che si sente tutta la straziante forza di un singolo uomo che, di fronte a un popolo, ai suoi operai, quegli uomini ebrei che lui è riuscito a salvare, insieme alle loro famiglie, ammette di non aver fatto abbastanza”, che avrebbe potuto salvarne molto di più, in lacrime, quasi in ginocchio, sentendosi poi rispondere che: “chi salva una vita, salva il mondo”. Ed è vero: nonostante il genocidio di massa, e tutte le vite che non sono state così fortunate come quelle aiutate da Schindler, il gesto di un uomo restituisce speranza al resto dell’umanità, e la speranza è forza. Ve lo consiglio fortemente.

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Giosuè: Perché i cani e gli ebrei non possono entrare babbo?
Guido: Eh, loro gli ebrei e i cani non ce li vogliono. Eh, ognuno fa quello che gli pare Giosuè, eh. Là c’è un negozio, là c’è un ferramenta no, loro per esempio non fanno entrare gli spagnoli e i cavalli eh, eh… e coso là, c’è un farmacista no: ieri ero con un mio amico, un cinese che c’ha un canguro, dico “Si può entrare?”, dice “No, qui i cinesi e i canguri non ce li vogliamo”. Eh, gli sono antipatici oh, che ti devo dire oh?!
Giosuè: Ma noi in libreria facciamo entrare tutti.
Guido: No, da domani ce lo scriviamo anche noi, guarda! Chi ti è antipatico a te?
Giosuè: I ragni. E a te?
Guido: A me… i visigoti! E da domani ce lo scriviamo: “Vietato l’ingresso ai ragni e ai visigoti”. Oh! E mi hanno rotto le scatole ‘sti visigoti, basta eh!

2.“La vita è bella”: film che è valso anche un Oscar all’Italia, diretto e interpretato da Roberto Benigni, attore e regista di talento, vede protagonista Guido Orefice, uomo ebreo divertente e giocoso, che deportato insieme con la sua famiglia in un lager nazista, cercherà di proteggere il figlio dagli orrori dell’Olocausto, facendogli credere che tutto ciò che vedono sia parte di un gioco in cui dovranno affrontare prove molto dure per vincere il meraviglioso premio finale. Quello che mi è rimasto più impresso di questa pellicola è la forza e il coraggio che un padre, o in generale un uomo o una donna, riesce a tirare fuori anche nella più estrema delle circostanze, pur di salvare la mente del suo bambino, di un familiare, di una persona cara, da un orrore fin troppo enorme e complesso da poter essere metabolizzato. Il gioco coinvolge anche lo spettatore, tanto che non sembra di guardare un film su vicende tanto atroci, quanto una vera e propria storia avventurosa, dove l’obiettivo finale è vincere a tutti i costi. Benigni ha saputo dare voce al punto di vista interno alla storia, quello dei prigionieri, senza sfociare nel dramma fin troppo reale che conosciamo tutti, ma sfruttando la sua capacità innata di raccontare la bellezza insita in ogni aspetto della vita, persino il peggiore. La vita è bella è un inno alla medesima, all’essere umano che con la capacità di lottare e sorridere può sconfiggere chi ci vorrebbe deboli, sottomessi, arrendevoli. Consigliato.

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Ringrazi Dio, non me. Lui ci ha fatti sopravvivere, almeno è cio che dovremmo credere

3.“Il Pianista”: la musica ha la capacità innata di essere un linguaggio universale. La musica può sanare ferite, può salvare dalla pazzia. Il film parla del pianista ebreo Władysław Szpilman e della sua vita durante  l’invasione della Polonia da parte delle truppe tedesche, mentre Varsavia viene occupata e viene creato un ghetto e tutto intorno a lui e alla sua famiglia cambia inesorabilmente. La musica domina la scena, come parte del film e della vita del protagonista che si aggrappa ad essa per sfuggire all’orrore che si fa dominante durante la guerra. Roman Polanski ha diretto un film intenso, dove trapela quanto la concezione di essere umano per gli ebrei vacilli a causa delle leggi razziali. Una delle scene più intense è quando Wladyslaw suona di nuovo dopo molto tempo, troppo, e sembra tornare sè stesso: perchè i nazisti non hanno strappato via solo la vita a queste persone, ma sono riusciti ad annullare la dignità, la consapevolezza, e ogni briciolo di valore in questi uomini e donne, costretti a vedersi privare di ogni cosa, persino del proprio talento. Wladyslaw rinasce e noi con lui, perchè ciò che siamo, chi siamo, non ci è mai davvero tolto, ma può essere solo sepolto dalle circostanze. Bellissimo.

Questi sono i miei film preferiti che trattano il tema dell’Olocausto, e se avete consigli sono decisamente curiosa di ascoltarli, come vorrei sapere cosa pensate di questi titoli e se li avete visti.

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A presto

Anna Elisa

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