-Essere donna.

Spesso mi ritrovo a riflettere su cosa voglia dire “sentirsi una donna”. Le definizioni sono molteplici e sottoposte anche a un modellamento soggettivo, ma la conclusione alla quale sono giunta è che non vi è per me una risposta univoca a questa domanda.

Sempre inseguendo questo quesito, negli anni, è stato inevitabile legarsi a personaggi femminili sia nei libri che nei film che in qualche modo mi facevano sviluppare nei loro confronti una profonda empatia, che con il linguaggio e le azioni mi permettevano pian piano di conoscere anche meglio me stessa.

Adulta, adesso, ho sperimentato un secondo impatto con questi personaggi, queste donne del mondo della finzione, che in qualche modo raccontano un mondo interiore umano e femminile molto vicino alla realtà.

Non sapevo come impostare questa “lista” speciale: vi direi di prenderla sia come una serie di consigli in ambito libresco e cinematografico, ma anche come un modo per confrontare il vostro punto di vista con il mio.

Quindi ecco che vi presento cinque personaggi femminili a cui mi sento affine.

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Holly Golightly: protagonista del libro e del film “Colazione da Tiffany”, Holly è riuscita a catturare la mia attenzione relativamente tardi rispetto alle altre, poichè sono riuscita a vedere il film solo alcuni anni fa per la prima volta. Ho parlato anche in altri articoli della sua storia, ma qui voglio spiegare meglio cosa mi abbia fatta sentire affine a questo personaggio: il dualismo che rappresenta. Holly all’apparenza è superficiale, svampita, distratta, attaccata ad un modo di vedere le cose molto dipendente dal guadagno personale che ne può trarre, ma la realtà è molto diversa. Holly ha un mondo interiore complesso, silenzioso, sul quale è tanto riservata quanto risulta estroversa all’esterno con chi non riesce ad andare oltre l’apparenza. Lei parla all’inizio della pellicola di “paturnie”, momenti di malinconia senza una causa apparente, senza una motivazione, che riesce a placare solo dinnanzi alle vetrine della gioielleria di Tiffany (cosa che io riesco a fare solo con un giro in libreria). La paura di Holly è quella del legame affettivo che vede come una limitazione, una gabbia nella quale non desidera essere rinchiusa; sembra che l’unico ad aver conquistato il suo cuore sia il fratello, lontano per la guerra, a cui lei dedica ogni sforzo, ogni tentativo di guadagno. Ed è nelle motivazioni del suo agire che diventa palese quanto ci sia da scoprire dentro di lei, al di là di ciò che Holly rappresenta.

 

Mulan: eroina Disney del famoso film del 1998, Mulan ha reso ancora più concreta l’idea che una principessa non debba per forza indossare una corona o una tiara per essere tale. La sua storia, a quanto pare tratta da una leggenda cinese, è quella di una ragazza che si ritrova a indossare i panni da uomo per aiutare il padre prendendo il suo posto nell’esercito cinese nella guerra contro gli Unni. Da bambina adoravo le musiche e le scene, adoravo i personaggi secondari che accompagnavano Mulan nella sua avventura, ma come spesso mi è accaduto con i lungometraggi della casa Disney ben presto molto altro è venuto in superficie. Nella canzone “Riflesso” che ad oggi rimane una delle mie preferite, lei parla di come non riesca a conciliare il suo essere interiore con quello che gli altri, e soprattutto la sua famiglia, si aspettano che lei sia: una donna, una sposa, una fanciulla che porti onore alla sua stirpe agendo secondo la tradizione. Mulan non sente di essere adatta a questi ruoli, lo dimostra anche la difficoltà che ha nell’adempiere a una delle prove di entrata in società per le giovani donne come lei, dove fallisce miseramente; ma quando, spaventata anche se decisa, per salvare il padre si immola al suo posto ponendosi di fronte a innumerevoli rischi, non solo per la guerra ma anche per l’eventualità di essere scoperta in quanto donna, dimostra di possedere una tenacia e un coraggio enormi. Quello che mi ha fatto sentire vicina a lei proprio la determinazione nel non adattarsi, nonostante le insicurezze, nonostante ciò che vediamo specchiato negli occhi altrui. Inoltre questo film contiene una delle mie citazioni preferite in assoluto:                                                                                   “Il fiore più bello è quello che sboccia nelle avversità.”

Belle: Belle de “La Bella e la Bestia”, che sia nella fiaba, nel cartone, in qualunque trasposizione, ha lanciato un messaggio importante a me come credo anche a tanti altri bambini e bambine nel mondo: mai fidarsi delle apparenze, la vera bellezza risiede nel cuore. Sempre con il senno di poi, rivedendo il film famoso della Disney da adulta, mi sono resa conto della frattura che esiste tra questo personaggio e le figure femminili che l’hanno preceduta: Belle si sente diversa dalle altre ragazze, portando avanti un modello femminile fuori dai canoni classici di donzella in pericolo per la prima volta nella storia Disney (preceduta solo dalla principessa Ailin in Taron e la Pentola magica recuperato di recente dalla sottoscritta e che vi consiglio!). Belle è stato il primo personaggio femminile con cui io mi sia sentita affine, per la sua fame di lettura in primis, ma anche per la consapevolezza che ha di sè stessa, oltre il suo essere “atipica” per il paesino francese nel quale abita. La bellezza di Belle risiede nel suo andare oltre le apparenze, lo dimostra il rapporto della ragazza con la Bestia, il fatto che per la prima volta la storia d’amore si sviluppa in modo realistico: la storia mette in evidenza quanto sia importante che entrambi si innamorino l’uno dell’altra affinchè l’incantesimo si spezzi, e questo innamoramento avviene in modo graduale e naturale, senza che l’aspetto estetico influenzi i pensieri di Belle, che all’inizio trova piuttosto difficoltà a interagire con il carattere difficile della Bestia.

Cenerentola: la protagonista della nota fiaba mi è saltata agli occhi dopo la trasposizione live action della Disney di qualche anno fa, che l’ha posta sotto una luce del tutto diversa: ho adorato questo personaggio, perchè come lei ho sempre sentito il peso della gentilezza e della dolcezza come un marchio di debolezza. Cenerentola non è una donna che ha bisogno di assumere un atteggiamento da dura per riuscire nella vita: il suo essere se stessa, a discapito delle difficoltà e di chi sembra volersi solo approfittare di lei, la ripaga nel finale della sua storia. 

 “Solo perché è così che si fa non vuol dire che si debba fare!”

La gentilezza e la bontà sono valori da non sottovalutare: sentirmi affine a questo personaggio mi ha restituito un bel po’ di sicurezza in me stessa.

Chihiro: non poteva mancare un personaggio femminile dell’universo Ghibli, e in particolare Chihiro, da “La città incantata” ha sempre avuto una presa unica su di me. Parte con l’essere una ragazzina all’apparenza lamentosa e infantile, ma come spesso accade nei film del maestro Miyazaki, messa alla prova rivelerà una forza e un coraggio che nemmeno lei stessa pensava di avere. Come Chihiro ho meravigliato me stessa in diverse situazioni e specie nell’ultimo anno sono cresciuta parecchio. Mi sono resa conto di quanto fossi forte proprio quando non potevo fare altrimenti. Come lei ho lottato e lotto per ciò che è davvero importante senza mai arrendermi.
Queste sono solo alcuni dei modelli femminili che ho sentito a me vicini, e se volessi parlarvi di tutti ci vorrebbe più di un articolo!

Penso che ciò che hanno tutte in comune sia l’essere sé stesse nonostante tutto, ed é questa la caratteristica che me le fa amare così tanto.

Inutile che vi dica che vi consiglio di vedere i film citati!

E voi? A quali personaggi maschili o femminili vi sentite vicini?

A presto 

Anna Elisa 

 

 

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