– Love happens.-

Esistono argomenti tanto trattati che spesso risulta quasi superfluo affrontarli ancora e ancora, o magari appaiono tanto banali da essere ignorati del tutto, ma quando la mia mente si mette a pensare all’amore accade qualcosa di molto complesso dentro di me.

Nella mia vita, nel mio relazionarmi, mi sono resa conto di aver confuso a volte l’attaccamento a qualcuno come amore, per poi rendermi conto che non era così. Da adolescente ho avuto come tutti le mie cotte, e ho avuto anche una storia che è durata parecchio e che ancora ricordo con profonda tenerezza, perchè lui era stato il mio primo ragazzo e io per lui lo stesso, eravamo giovani e inesperti e abbiamo cominciato ad esplorare questa nuova veste di coppia.

Come ogni esperienza, tutto insegna qualcosa, e la mia prima relazione mi ha insegnato che non si può avere sempre il controllo della situazione.

Io ho sempre avuto bisogno di avere ogni cosa programmata e sotto controllo, uscire dalla mia comfort zone significava per me crollare, andare incontro a una catastrofe, ma stare con qualcuno mi ha fatto capire che la vita come le relazioni ti mettono di fronte a cose che non puoi prevedere, perchè non esisti solo tu e ci sono molte variabili che ruotano intorno allo svolgimento dell’esistenza.

Perdere il controllo può però rivelarsi molto positivo, specie nella scoperta di sè stessi.

Ho capito quanto so essere estroversa, allegra, propositiva, perchè nuove situazioni ti mettono inevitabilmente di fronte a nuove sfide.

Successivamente, negli anni successivi quando ormai era già finita, ho avuto frequentazioni e un’altra relazione lunga, che mi ha messo di fronte ad altre cose, alcune belle e alcune brutte, che mi riguardavano.

Fino a quel momento per me amare qualcuno significava essere un appoggio, un sostegno, sempre presente per confortare e ascoltare, spesso a discapito di ciò che io provavo e ciò che io volevo.

Ho imparato che non si può mettere da parte chi si è per qualcuno, perchè così l’amore lo uccidi, così lo riempi di stupidi rimpianti e soffochi nelle mancanze delle cose di cui ti privi per l’altra persona, così distruggi l’amore per te stesso e se non ti ami più è la fine.

Volersi bene vuole dire essere egoisti, almeno un po’, e imparare a respirare di nuovo per me è diventata una vera missione.

Quando diventi l’ombra di te stessa e parli di come tu vivi i rapporti, in modo tanto intenso da annullarti, capita spesso che intorno nessuno riesca a comprendere perchè continui in quella che sembra essere una missione suicida.

Il fatto è che io avevo dimenticato cosa mi faceva stare bene, fino a che non ho retto più il peso, e il mio corpo mi ha avvisata della catastrofe interiore imminente.

E’ stato allora che è venuta fuori una aggressività, un impulso interiore, che mi ha portata a rompere un legame perchè non mi riconoscevo più se non come parte di esso.

Io non sono la mia relazione, io sono io e lo avevo dimenticato.

Un postulato tanto semplice era stato spazzato via da anni di silenzi.

Dopo questo passo è stato come riprendere fiato dopo una lunga immersione, ho preso aria decisa a non immergermi fino a che non fossi stata sicura di essere capace di risalire, capite? Dovevo imparare a nuotare, a tuffarmi di nuovo, senza timore di non uscirne più viva.

Ma non è qualcosa che si può imparare da soli, non completamente, non quando la sensibilità ti spinge a ripetere gli stessi schemi.

In quei momenti pensi che non riuscirai più a buttarti in qualcosa con qualcuno, perchè sarai tu a sentirti fragile, facilmente vulnerabile, così tremendamente empatica da perdere di nuovo contatto con te stessa, e poi? Se quella persona se ne approfittasse? Se non capisse i tuoi silenzi? Quei silenzi che cerchi di limitare per imparare a dare voce ai tuoi desideri, ma che comunque fanno parte della tua essenza?

Non è facile amare, non quando amando sei stata fatta a pezzi, e la cosa peggiore è che lo hai permesso tu.

Che sia un genitore, un amico, un’amica, un ragazzo o una ragazza, lo hai permesso anche tu.

Presi la decisione che prima di affrontare anche solo l’idea di un altro rapporto avrei dovuto riconnettermi con me stessa, porre dei limiti al mio sentire, mettere dei confini al mio essere: il problema è che ritorniamo alla famosa “imprevedibilità”.

L’amore è imprevedibile e semplicemente accade: l’ho capito in questi mesi.

Prima non ne avevo avuto idea considerato che sembrava sempre tutto programmato, fin troppo pensato e valutato: se vedevo un ragazzo che poteva piacermi non era un’attrazione immediata, non era di pancia, il relazionarmi diventava la conseguenza di riflessioni e scelte ponderate.

Non funziona così: così ci si farà solo più male, anche se dopo.

Oggi posso dire che l’amore per me significa non avere paura di tuffarti quando senti di volerlo fare: la differenza era qui. Nuotare doveva essere un bisogno, doveva essere inevitabile, dovevo immergermi senza nemmeno avere il tempo di ragionarci sopra.

Ma per questo ci vuole anche la persona giusta, che spesso arriva silenziosamente e semplicemente ti dice: “Sei tu che devi credere in chi sei, sei tu che devi essere la prima a farlo”, e lo dice con tanta naturalezza da farti quasi male, perchè non sa quanto quelle parole non ti sono mai state rivolte, non intendendole davvero almeno.

E nel mio caso è partito tutto dalla cosa più innocente e profonda che potessi sperimentare: una amicizia di anni.

Come in “Harry ti presento Sally” il viaggio è stato lungo, ma tutto é servito ad arrivare a dove sono ora. Esattamente come i due protagonisti della pellicola l’amicizia è qualcosa che io ho difeso con unghie e denti, a costo di sacrificare qualcosa che stava ribollendo in me per paura di rovinare le cose.

E quindi dubbi e paure ancora una volta mi stavano frenando, con la differenza che stavolta certe sensazioni non potevano essere più messe a tacere.

Io volevo che lui fosse felice e mi ero convinta che essere così frammentata detro lo avrebbe ferito: una cosa inaccettabile.
Buffo come si cerchi a volte di proteggere chi si ama anche da sé stessi vero? Ci fa apparire stupidi. Ciechi di fronte alla eventualità che proprio noi potremmo essere motivo di gioia per qualcuno, noi con tutti i nostri difetti.

Lui mi ridere e tanto: un dettaglio fondamentale per me. Lo ha sempre fatto dall’inizio del nostro rapporto.

E’ il mio fan numero uno, mi sostiene senza opprimermi o farmi pesare le mie scelte o le sue, è un complice, mi conosce specie in quello che non vorrei mai tirare fuori.

Mi sradica e mi scuote e mi guarda come se fossi io quella cieca a volte nel non dare peso al mio valore.

Io mi sono sentita amata nel modo che calza a me, ovviamente siamo tutti diversi, ma ho sentito per la prima volta un qualcosa di così profondo da non poterlo ignorare: amare mi ha fatto perdere davvero il controllo per la prima volta nella mia vita, il controllo su quello che io credevo essere l’amore.

Non so se leggerà questo articolo, come non so se lo leggerete voi, ma voglio dirvi di non arrendervi: partite sempre da voi stessi, studiatevi, lasciatevi trasportare dalla pancia e lasciate che il resto venga da sè.

A lui dico grazie, per avermi lasciata appoggiare alla sua schiena mentre imparavo di nuovo a nuotare, e per essersi scostato quando sapeva che sarei riuscita a nuotare da sola senza però perdermi mai d’occhio.

E voi? Ditemi cosa è l’amore per voi?

La lista dei film è:

– Noi siamo Infinito

– Labyrinth

– Love, Rosie (o Scrivimi ancora)

– Harry ti presento Sally 

A presto

Anna Elisa

 

 

 

 

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