-Chi sei tu?-

Bella domanda: scommetto che ve lo siete chiesti anche voi almeno una volta nella vita, se non di più come la sottoscritta.

Mi è spesso capitato di dover interagire con diverse parti di me, a volte persino in opposizione l’una con l’altra, per poi ritrovarmi a pensare quanto fossi frammentata e poco consistente.

Non nego che nel corso della mia vita, specie nei rapporti interpersonali, questa mia teoria della frammentazione sia stata più volte avvalorata oltre che denigrata, perchè una persona che ha tante cose dentro all’esterno appare come se non ne avesse realmente nessuna.

Mi hanno chiesto, anche se più spesso non con le parole, di scegliere una cosa e portare avanti solo quella, come se avessi potuto decidere se mi convenisse di più staccarmi una gamba e non camminare più o rinunciare a un braccio senza più possibilità di toccare.

Chiedere a qualcuno di rinunciare a chi è, o anche a una piccola parte di ciò che lo compone, è come una violenza, una mutilazione inutile e dolorosa.

Mi ero quasi convinta di dover aderire a un singolo modo di essere, perchè solo così mi sarei adattata, solo così sarei stata accettata lì dove l’umana decenza la fa da padrona: ma poi un giorno mi sono semplicemente detta, quando il mio corpo mandava segnali limpidi su quanto stessi sbagliando, che io ero quella che ero, che avevo tante cose dentro, ero formata da tanti colori e che tutti avevano senso di esistere.

Da credente penso che ogni essere umano sia in un modo per una ragione ben precisa, ed è suo dovere oltre che diritto far valere questo status. Non so se sia stata l’età, o diversi avvenimenti che hanno sconvolto i miei piani iniziali riguardo la mia vita, ma oggi posso dire che l’unica cosa che sento di cambiare, l’unica cosa che ancora non riesco a scegliere, è di ascoltarmi di più.

L’ascolto è tutto, sentire il proprio battito, sentire il proprio respiro, ogni più piccola cosa mi riporta a me stessa lì dove tutti i frammenti che pensavo mi formassero si trasformano improvvisamente in tasselli perfettamente incastrati l’uno con l’altro.

La prospettiva allora cambia, ci si sente dei puzzle, o come piace immaginare a me, dei quadri impressionisti dove ogni pennellata serve ed è necessaria per la visione di insieme di chi siamo.

Prima quando qualcuno m chiedeva “Chi sei?” passavo alcuni istanti immersa in riflessioni per capire quale fosse il modo migliore di descrivermi: ma non c’è.

Posso essere consapevole di quanta dolcezza o empatia possegga grazie alle mie reazioni al mondo esterno, ma parlarne non rende queste caratteristiche più vere: una persona per capirne un’altra ha bisogno di sentire, e allora oggi alla stessa domanda non rispondo, limitandomi a mostrarmi senza alcun filtro.

Ho riflettuto a lungo in questi giorni su qualcosa da scrivere, qualcosa che in qualche modo aiutasse me a mettere i pensieri in ordine e voi a sentirvi meno soli, o semplicemente un po’ più consapevoli, ed ho deciso di stilare una nuova lista, ma stavolta mista, di cose che un po’ parlano di me e che magari potrebbero parlare anche di voi, cose che mi calmano, cose che mi rendono più consapevole.                                                        

  1. Lettering: mi piace scrivere in modo molto ordinato, perchè nel caos che caratterizza la mia mente e la mia anima scrivere in modo perfetto mi aiuta a ristabilire un contatto con la calma quando non ne ho. Scrivo di tutto, e lo scrivo sempre a mano, anche quando sento le dita stanche. Usare penne e carta mi aiuta a rimanere connessa con quello che accade intorno a me, e a ricordare le cose belle quando accadono, poichè a volte tendo a dimenticarle.                     
  2. Musical: le canzoni che ascolto di più sin da piccola sono quelle che posso cantare, quelle che posso interpretare, e i Musical si prestano benissimo a questo scopo. Li ho scoperti con la Disney da bambina, per poi arrivare al “Fantasma dell’Opera” (il mio musical preferito al di sopra di tutti) ai miei 14 anni e da lì non ho mai smesso di imparare e cantare. La mia anima spesso necessita di una sorta di via d’uscita, e il canto è una di queste.                        
  3. Book shop: giri solitari in libreria sono il mio “Tiffany” per Holly di “Colazione da Tiffany”, cioè un modo per calmarmi, per scacciare via le paturnie che a volte senza motivo apparente prendono possesso del cuore. Un giro da sola in libreria, a volte accompagnata dal mio fedele amico a quattro zampe, mi rimettono in pace con me stessa e il mondo. Lì ci sono i libri, la calma, e le ore passano in pochi istanti: le librerie mi ricordano quanto ancora ho da imparare e scoprire e questo mi rimette al mondo.                                      
  4. Movie night: per me ogni sera c’è un rito a cui non posso e non voglio sottrarmi, cioè vedere un film. Non importa quale, ma prima di dormire io ho bisogno di vedere una pellicola nuova oppure riguardarne una che ho amato particolarmente.Dipende molto spesso dall’umore, ma ogni volta che scelgo un film e lo guardo sento di star nutrendo la mia mente, e al mattino mi sento piena di propositi, arricchita da storie e interpretazioni, oltre che spesso purgata da quelle emozioni che da sola non riesco sempre a tirare fuori ma che un buon film non tarda di aiutarmi a fare.                                          
  5. Reader: leggere, leggere e ancora leggere. Leggo perchè le storie mi servono, perchè spesso in esse trovo risoluzioni a problemi che ho nella vita vera, consigli da personaggi su carta o meglio dagli scrittori che li hanno posti lì. Mi piace entrare in connessione con la mente di chi scrive, pensare che magari una riflessione trovata in un libro sia attuale nonostante sia stata formulata molti anni prima che io l’avessi nella mia mente, e questo mi fa pensare a quanto tutto sia connesso, e l’essere umano possa trovare risposte lì dove nemmeno si sognerebbe di guardare.   
  6. Being nice: che può essere inteso sia come gentilezza che come rendermi carina, ma per me stessa. Mi piace sorridere alle persone che incrociano il mio sguardo, mi piace essere gentile anche solo mantenendo la porta a qualcuno che deve entrare dopo di me, o offrendomi di ascoltare: penso che questo mi permetta di assecondare la mia natura e magari rendere la giornata migliore per qualcun altro. Per quanto riguarda il farmi bella, bè quello è proprio un bisogno: sentirmi a posto esteticamente, per i miei canoni e seguendo il mio naturale aspetto senza stravolgerlo, mi rimette in connessione con me stessa.

Queste sono sei delle cose fondamentali che scandiscono la mia persona, sei, anche se ho pensato a tante altre.

Quali sono le vostre?

A presto

Anna Elisa

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2 thoughts on “-Chi sei tu?-

  1. Ciao Anna,
    Come sempre, approfitto di un nuovo giorno per leggere I tuoi articoli: mi piace farlo nella calma della mattina presto, quando la casa non ha ancora rumori e posso godermi un momento sereno, durante la colazione. E come sempre confermo la mia ottima scelta. Leggerti, per me, é come leggersi un pochino dentro: mi dai spunti per riflettermi e migliorarmi. Quindi, grazie per queste parole profonde. Ti auguro una splendida giornata! 😘

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