-Heavy heart, fragile soul.-

Ieri era l’11 Settembre e io ho ripensato a un film tratto da un libro che affronta l’argomento in un modo molto delicato: “Molto forte, incredibilmente vicino”.

Il protagonista è Oskar, un bambino introverso e molto intelligente che si ritrova coinvolto in una caccia al tesoro che suo padre sembra aver predisposto per lui prima di morire nell’attentato alle Torri Gemelle.

Il film è stato solo un pretesto per pensare, un po’come tutto ciò che vedo o leggo.

Tempo fa ho fatto un test della personalità, quello di Jung che promette di delineare perfettamente la persona a seconda delle risposte ad alcune domande.

I profili sono 16, e io sono sotto quello definito “Mediatore” o INFP.

Citando dalla descrizione:

Le personalità del Mediatore sono idealiste convinte, sempre alla ricerca di un accenno di buono anche nelle persone e negli eventi peggiori, di modi per rendere le cose migliori. Sebbene possano essere percepiti come calmi, riservati o persino timidi, i Mediatori hanno una fiamma e una passione interiori che possono davvero risplendere. Comprendente solo il 4% della popolazione, è purtroppo elevato il rischio che il tipo di personalità del Mediatore si senta incompreso: tuttavia, quando scopre persone con mentalità simile con cui trascorrere il proprio tempo, l’armonia che prova sarà fonte di gioia e ispirazione.

Dopo aver letto questo primo passaggio ho automaticamente pensato a quello che mi sono sentita dire gran parte della mia vita, quasi come fosse un difetto irreparabile della mia persona, una cosa per cui essere biasimata: cioè che io sia buona.

Ma cosa vuole dire essere buoni? Ci ho pensato spesso e altrettanto di frequente sono giunta alla conclusione che la mia personale definizione di bontà riguarda la consapevolezza che si ha del mondo.

Questa consapevolezza è tanto profonda da rendere inevitabile cercare una spiegazione anche a comportamenti che non ne hanno una. Un INFP non crederà mai che un essere umano possa essere crudele, o egoista, non senza una ragione, e nel mio caso penserà anche che parte della responsabilità di un certo comportamento sia sua.

Per alcuni di voi suonerà strano, ma per me no: sono sempre stata convinta di avere molto dentro da donare; infatti mi è capitato spesso di mettere tutto il mio potenziale positivo a disposizione di chi ne aveva bisogno, soprattutto se questo qualcuno era una persona a cui tenevo, anche a costo di non lasciarne nemmeno un po’ per me stessa.

È complicato da spiegare, ma forse è legato alla consapevolezza di sé: ero tanto consapevole di quello che ero da essere disposta a mostrarlo, senza filtri, con il rischio di essere nuda e inerme con chi avrebbe potuto farmi male sfruttando quello che ero.

Allora i miei pregi divenivano difetti: la mia fiducia nel prossimo, la mia pazienza, la mia gentilezza, la mia dolcezza, la mia empatia.

Mi sono sacrificata per qualcuno o più di uno: quindi dovevo imparare a nascondere chi ero per evitare che mi venisse strappato un altro pezzo, un altro ancora. Ho pensato di non essere normale (E ancora oggi a volte lo penso), e imperfetta.

Dovevo fingermi “forte”. Che buffo: come se forte significasse inevitabilmente “non sensibile”. Per non parlare del paradosso che ancora oggi mi fa sorridere: sentire il cuore pesante e avere anche un’anima fragile, tremante.

Se senti di più e continui ad andare avanti ogni giorno, nonostante tutto, senza rinunciare ai tuoi principi e alla tua indole, per me questo è forza. Ed è una conclusione a cui sono giunta in questo ultimo anno, una riflessione razionale che però non accompagna ancora del tutto ciò che sento riguardo me stessa.

Tornando al discorso sulla bontà tutti siamo consci in fondo di quale sia la cosa giusta da fare (anche solo per sentito dire o vivere comune) ma non tutti sentiamo quanto sia inevitabile metterla in atto.

Non so se mi sono spiegata: io non mi sono mai reputata una persona buona, non tutto il tempo, ma quando anche una fibra del mio corpo ha sentito di sbagliare io mi sono fermata.

Egoistico direte: non vuoi farti male, non vuoi sporcarti, ma come spiegare che il dolore non volevo evitarlo per me stessa? Io volevo evitare la sofferenza altrui, convinta che io potessi invece reggerla, come la più romantica delle eroine.

Potete capire quanto ciò possa essere pericoloso: per me “sbagliato” si collega inevitabilmente a fare del male, ma fare del male non sempre é sotto il nostro controllo, per quanto possiamo impegnarci, e io l’ho capito tardi e a mie spese.

 Al momento di decidere come andare avanti, i Mediatori cercheranno onore, bellezza, morale e la virtù: sono guidati dalla purezza del loro intento, non da premi e punizioni. Le persone che condividono il tipo di personalità del Mediatore sono orgogliose di questa qualità, e giustamente, ma non tutti comprendono il potere che risiede dietro questi sentimenti e ciò può portare all’isolamento.

Attualmente io sono al punto di imparare di nuovo come essere orgogliosa di queste qualità,  o almeno come esserlo la maggior parte del tempo. Non è semplice ma ho pazienza.

Vi chiederete il perché di questo sproloquio infinito, e in realtà me lo chiedo anche io. Volevo fosse una chiacchierata sull’essere se stessi magari con qualche consiglio tra libri e film, ma la verità è che questo blog per la sottoscritta è anche una sorta di Daily Journal dei suoi pensieri.

Voglio lasciarvi il test perché sono curiosa di capire quanti si sentiranno rappresentati dalla descrizione che uscirà, e vorrei anche sapere se vi sentite invece non classificabili.

https://www.16personalities.com/it/test-della-personalita-gratis

Come sempre ditemi cosa ne pensate.

A presto

Anna Elisa

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6 thoughts on “-Heavy heart, fragile soul.-

  1. È bello trovare persone con il coraggio di aprirsi e raccontarsi, mostrando anche qualcosa di intimo. Quando ho letto che il test era di Jung, mi hai incuriosito tantissimo! Sono andato subito a farlo: pensavo di avere una personalità come la tua, ma mi é uscito un profilo diverso, il Sostenitore, che ha diversi punti in comune con il tuo ma in effetti mi rappresenta molto di più. Soprattutto nei punti di forza e nelle debolezze, ero io al 100%.
    Mi ha anche strappato un sorriso trovare Jon Snow tra i “Sostenitori che potresti conoscere”.

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      1. Capisco quello che intendi e, sì, è arrivato! Vero, il test apre molti spunti, a maggior ragione considerando quanto è attendibile. Sono curioso di leggere i tuoi prossimi articoli.

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