-Sette minuti dopo la mezzanotte.-

Sono venuto a prenderti, Connor O’Malley. disse il mostro, spingendosi contro la casa, mentre i quadri sul muro tremavano, libri e giochi elettronici cadevano e un vecchio rinoceronte di peluche ruzzolò per terra.

Connor O’Malley, una notte molto ventosa, si ritrova un enorme mostro fatto di corteccia d’albero alla sua finestra.

Il mostro, con voce grave, gli promette di raccontargli tre storie, e dopo averlo fatto Connor dovrà dirgli la sua verità.

Il lettore viene spinto prepotentemente nella storia insieme al bambino che già dalle prime pagine appare distaccato e disincantato persino di fronte a tale prodigiosa apparizione.

Perchè infatti Connor non accenna a fuggire dinnanzi al mostro, nè si spaventa più di tanto; anzi gli parla, lo schernisce anche, sembra quasi deluso: lui aspettava che fosse un altro mostro a fargli visita.

La storia si snoda attraverso diverse fasi, scandite dalle storie narrate dal mostro e dalle situazioni giornaliere che il protagonista deve affrontare: con una madre malata Connor deve andare avanti con la sua vita, la notte fa sempre lo stesso incubo di cui non ci vengono rivelati i dettagli se non alla fine del libro, e di giorno tenta di fare tutte le cose che ci si aspetta da lui, da un ragazzino come lui.

Va a scuola, segue le lezioni, affronta l’assenza di un padre e la presenza fin troppo soffocante di una nonna che sembra si sia autoimposta alla famiglia.

Quando ho letto mesi fa per la prima volta “Sette minuti dopo la mezzanotte” di Patrick Ness lo trovai semplicemente un libro molto profondo, uno di quelli spacciati per letteratura per ragazzi ma che in realtà sanno dire molto più di quello che propongono superficialmente.

Senza scendere nei dettagli della mia vita, ed è qui che solo chi ha letto il libro forse capirà cosa intendo, molti mesi fa qualcosa è accaduto nella mia famiglia che mi ha spinto a rileggerlo. Improvvisamente Connor non era più solo quel ragazzino che stava affrontando una situazione più grande di lui, un personaggio troppo piccolo (come se esistesse una età adatta ad affrontare una malattia) per ritrovarsi in una situazione del genere: era diventato un personaggio con cui condividevo una stessa paura, quella a cui nemmeno si vuole dare un nome.

Connor si ribella alle scelte che sua madre fa per lui. Rifiuta qualsiasi aiuto. Non accetta l’idea che loro due da soli non possano farcela.

Agli occhi del suo mondo di interazioni Connor rimane solo un ragazzino ribelle, ma giustificato nel suo essere così perchè sua madre ha una malattia e lui non può farci niente: i suoi capricci vanno bene, il suo essere a volte “cattivo” va bene, e questo modo di “vederlo” (o non vederlo) è palese nei suoi compagni di scuola, nella sua maestra, nella sua migliore amica.

Ho avvertito la sua ansia sociale, l’idea di perdere chi ama per un male irrazionale, l’isolamento, la voglia solo di scappare, desiderare che tutto quel dolore possa trovare una conclusione.

Mi ha fatto pensare: i veri mostri non hanno fauci pronte ad inghiottirti, o mani giganti pronte ad afferrarti, i veri mostri vivono dentro di noi nutrendosi della paura, delle insicurezze, dei pensieri negativi, portandoci a credere di essere dei mostri noi stessi se cediamo a questi ultimi.

Mi è piaciuto come venga messo in evidenza che non esistono pensieri giusti o sbagliati, accettabili e non, o persone totalmente buone o cattive.

Non sempre c’è un buono. Come non c’è sempre un cattivo. La maggior parte delle persone è una via di mezzo fra le due cose.

Fa capire come si può diventare i peggiori nemici di sé stessi se non ci si accetta completamente, anche quando non ci sentiamo gli esseri umani migliori del mondo.

Io non so esattamente cosa significhi questo libro per me, ma so che rileggerlo mi ha aiutata in un momento molto complesso della mia vita, nonostante sia più adulta di Connor.

Credo che dovreste leggerlo: Patrick Ness ha un modo di narrare semplice e coinvolgente, inoltre le illustrazioni aiutano molto la storia (Jim Kay ha lavorato anche ai libri illustrati di Harry Potter) che da poco é diventata anche una pellicola.
Quindi magari potreste approfittarne e guadagnare una lettura ed un film.

Io appena possibile recupereró anche il film.

E voi lo avete letto? O visto?

A presto

Anna Elisa

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3 thoughts on “-Sette minuti dopo la mezzanotte.-

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